|
|
Zaleuco,
nativo della colonia di Locri Epizefiri, fu senza dubbio il primo legislatore
del mondo occidentale, ed Eusebio lo colloca cronologicamente tra il
663 ed il 662 a.C.
La sua vita è avvolta nel mito (si tramanda che fosse stato istruito
da Atena) e la sua storia spesso si tramuta in leggenda, tanto che nel
corso dei secoli si è giunti anche ad affermare (ed in particolare Timeo
fu il più accesso sostenitore di questa tesi) che, nonostante la certezza
dell'origine locrese del primo codice di leggi scritte occidentali,
egli non sia mai realmente esistito.
In particolare alcuni storici e critici moderni, come il Bentley, o
il Beloch, partendo da un'analisi etimologica (alquanto discutibile)
del suo nome che dovrebbe significare più o meno "il luminoso"
o "tutto ciò che riluce", hanno ipotizzato che col
termine Zaleuco la gente si rifacesse (come si è ipotizzato sia accaduto
anche ad altri legislatori, vedi Licurgo "il facitore di luce")
ad una divinità solare che diede loro le leggi, e che solo in un'epoca
più tarda sarebbe stato identificato con un essere umano.Ora tale affermazione,
molto forzata dal punto di vista etimologico, ed assolutamente priva
di testimonianze storiche (non esistono infatti nei codici riferimenti
all'adorazione di una tale divinità presso i locresi) è fine a se stessa
e priva di un reale valore dal punto di vista pratico.
Lo stesso Ciaceri, nella sua opera sulla Storia della Magna Grecia,
parlando della questione, definì prive di fondamento le obiezioni sulla
reale esistenza del legislatore, facendo notare che anche oggigiorno
vivono tra noi persone che hanno nomi come Luciano o Celeste
che ricordano la luce del sole ed il cielo, e che ciò accadeva sicuramente
anche nell'antichità.
Ciò detto, forse la parola definitiva sulla faccenda l'ha già messa
Cicerone, nel suo "De Legibus" nel quale egli
afferma “Quid, quod
Zaleucum istum negat ullum fuisse Timaeus?” , "Che importanza
può avere che Timeo abbia negato l'esistenza di Zaleuco?";
"[...] sive fuit, sive non fuit nihil, ad rem; loquimur quod
proditum est", "(Che Zaleuco) sia esistito o meno,
non riguarda l'argomento; riferiamo ciò che è stato tramandato".
Quindi, Cicerone, non attribuisce alcuna importanza alla diatriba, ed
invita, quindi, a concentrarsi sui fatti che sono stati tramandati:
la legislazione di Zaleuco, ed il fatto che molte fonti riferiscano
il nome del legislatore come quello di una persona realmente esistita.
Chiusa questa doverosa parentesi sulla questione dell'esistenza o meno
di Zaleuco, veniamo ora al suo codice di leggi.
L'importanza di questo codice (che, come la tradizione ci tramanda,
era ammirato da tutto il mondo greco) è notevole in quanto, per la prima
volta, le leggi venivano scritte e quindi venivano sottratte all'arbitrario
uso che ne facevano i giudici nei tempi antichi; e questa novità viene
sottolineata da Strabone il quale affermava che "mentre
prima si affidava ai giudici il compito di determinare la pena per ciascun
delitto, Zaleuco la determinò nelle Leggi stesse”. La pena quindi
doveva essere uguale per tutti ed a tutti nota.
Purtroppo il Corpus delle leggi non si è conservato sino ai nostri
giorni, ed oggi conosciamo solo alcune di tali leggi grazie al fatto
che ci sono state tramandate, attraverso la loro citazione, in opere
di autori antichi quali Cicerone, Polibio, Stobeo etc.
Tali leggi, giunte sino a noi, sono elencate in fondo a questa sezione.
Non stupisca la loro durezza. Sono pur sempre leggi di più di 25 secoli
fa e per l'epoca nella quale vennero emanate erano leggi "moderne"
e che, in alcuni casi (vedi il divieto di possedere schiavi), precorrevano
i tempi di molti secoli; il fatto, poi, che fossero scritte era una
garanzia in più per il popolo, in un periodo nel quale la legge era
più uno strumento a favore delle classi benestanti piuttosto che una
delle basi fondamentali ed indispensabili di una società che oggi definiremmo
civile.
La natura fortemente conservatrice di tali leggi permise alla città
di Locri Epizefiri di prosperare a lungo ed esse vennero rispettate
anche nei secoli successivi alla morte del loro ideatore: Zaleuco, il
primo legislatore occidentale.